Piadine

Piadine romagnole: ricetta facile, morbide e friabili

Un po’ di storia

La piadina è il pane piatto simbolo della Romagna, una terra che la prepara da secoli. Nasce come cibo povero: farina, acqua e grasso bastavano a sfamare le famiglie contadine, che la cuocevano su un disco di terracotta chiamato testo, appoggiato sulla brace del focolare. Per generazioni è stata il pane quotidiano della casa, da mangiare con ciò che offriva la dispensa. Nel Novecento è uscita dalle cucine ed è diventata street food: i chioschi lungo la costa romagnola la servivano calda e ripiena ai viaggiatori e ai turisti. Oggi la piadina romagnola è un prodotto tutelato e uno dei simboli della cucina italiana tradizionale conosciuti in tutto il mondo.

Ingredienti per 4 persone

  • 400 g di farina 00
  • 80 g di strutto (o di olio extravergine d’oliva)
  • 180 ml di acqua tiepida
  • 8 g di sale fino
  • Mezzo cucchiaino di bicarbonato di sodio

Come si prepara

  1. Versa la farina sul piano di lavoro, mescolala con il sale e il bicarbonato e forma una fontana al centro.
  2. Aggiungi lo strutto a pezzetti (o l’olio) e, poco alla volta, l’acqua tiepida, iniziando a impastare con le mani dal centro verso i bordi.
  3. Lavora l’impasto per circa 10 minuti, finché diventa liscio, elastico e non si appiccica più alle dita.
  4. Forma una palla, avvolgila nella pellicola e lasciala riposare per 30 minuti a temperatura ambiente: così la pasta si rilassa e si stende senza fatica.
  5. Dividi l’impasto in 4 parti uguali, forma tante palline e stendile con il mattarello in dischi sottili, di circa 22-24 cm di diametro e 2-3 mm di spessore.
  6. Scalda bene una padella antiaderente o una piastra, senza grassi. Cuoci ogni piadina 1-2 minuti per lato, bucherellandola con una forchetta se si gonfia troppo, finché compaiono macchioline dorate.
  7. Tienile al caldo una sopra l’altra in un canovaccio pulito, poi farciscile a piacere e piegale a metà.

Consigli utili

  • Usa acqua tiepida e non fredda: aiuta il grasso a distribuirsi nell’impasto e rende la piadina più morbida.
  • Non saltare il riposo: senza, l’impasto si ritira mentre lo stendi e la piadina viene dura.
  • Stendi sottile e con spessore regolare, così la cottura è uniforme e non restano zone crude.
  • La padella deve essere ben calda ma non fumante: se è fredda le piadine si seccano, se è troppo calda si bruciano fuori e restano crude dentro.
  • Per conservarle, lasciale raffreddare, mettile in un sacchetto e tienile in frigorifero 2-3 giorni: basta scaldarle un minuto in padella.
  • Abbinamento classico: squacquerone e rucola, oppure prosciutto crudo, ma si presta a qualsiasi ripieno.

Altre versioni

  • Con olio al posto dello strutto: ottieni un impasto più leggero e dal sapore delicato, molto diffuso nelle ricette di casa.
  • Con latte: sostituisci metà dell’acqua con latte tiepido per una piadina più tenera.
  • Integrale: usa metà farina 00 e metà farina integrale per un gusto più rustico e più fibre.
  • Con erbe aromatiche: aggiungi all’impasto rosmarino o origano tritati finemente.
  • Cassone: farcisci metà disco con verdure, formaggio o salumi, ripiega e chiudi i bordi, poi cuoci come una piadina normale.
  • Dolce: spalma crema alla nocciola, marmellata o miele e servila ancora tiepida.

Versione vegetariana

Lo strutto è un grasso animale, quindi per ottenere piadine vegetariane basta sostituirlo con la stessa quantità di olio extravergine d’oliva, o con burro se preferisci un gusto più ricco. Il resto dell’impasto è già adatto. Per la farcitura puoi scegliere formaggi freschi come squacquerone, stracchino o mozzarella, abbinati a rucola, pomodorini, zucchine grigliate o melanzane. Se vuoi un ripieno più saziante, aggiungi una frittatina o un velo di crema di ricotta e spinaci.

Versione vegana

Usando l’olio al posto dello strutto, l’impasto diventa subito vegano, perché farina, acqua, sale e bicarbonato sono tutti ingredienti di origine vegetale. Per il ripieno puoi puntare su verdure grigliate, spinaci saltati in padella, hummus di ceci, olive e pomodori secchi, oppure su formaggi vegetali. Una crema di avocado con succo di limone o delle zucchine marinate con erbe fresche danno cremosità senza usare latticini.

Calorie per persona

Una piadina preparata con le dosi indicate, senza farcitura, apporta circa 540 kcal. Il valore è indicativo e cambia in base al grasso scelto e, soprattutto, al ripieno: per una versione più leggera puoi ridurre lo strutto o l’olio a 50 g, scendendo a circa 475 kcal a piadina, e farcirla con verdure invece che con salumi e formaggi.

Patate al forno

baccalà dissalato al forno
Patate al forno: ricetta croccanti fuori e morbide dentro

Un po’ di storia

Le patate al forno hanno una storia che comincia oltreoceano: il tubero arrivò in Europa dalle Ande nel Cinquecento, ma per molto tempo fu guardato con sospetto e usato quasi solo per nutrire gli animali. In Italia si diffuse davvero tra Sette e Ottocento, quando le carestie convinsero contadini e governanti a coltivarlo. Il forno, a legna prima e poi domestico, era già il cuore delle case, e cuocervi le patate con un filo d’olio e qualche erba dell’orto divenne il modo più semplice per portare in tavola un contorno economico e saporito. Ancora oggi accompagna arrosti, pesce e carni in quasi ogni regione, ed è uno dei piatti della cucina italiana tradizionale più amati dalle famiglie.

Ingredienti per 4 persone

  • 1 kg di patate a pasta gialla
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 2 rametti di rosmarino fresco
  • 3 spicchi d’aglio con la buccia
  • 1 cucchiaino di sale fino
  • Pepe nero macinato al momento (facoltativo)

Come si prepara

  1. Accendi il forno a 200 °C in modalità ventilata. Sbuccia le patate, sciacquale e tagliale a tocchetti di circa 3 cm, in modo che siano tutti della stessa grandezza.
  2. Mettile in una pentola con acqua fredda salata, portale a bollore e lasciale cuocere 5 minuti, poi scolale bene. Questo passaggio le rende morbide dentro.
  3. Rimettile nella pentola vuota e scuotila con il coperchio per qualche secondo: i bordi si smussano e in forno diventeranno più croccanti.
  4. Versa l’olio, il sale, il pepe e il rosmarino tritato grossolanamente e mescola in modo che ogni pezzo risulti ben condito.
  5. Distribuisci le patate in una teglia ampia rivestita di carta forno, ben distanziate tra loro, e aggiungi gli spicchi d’aglio schiacciati con la buccia.
  6. Inforna a metà altezza per circa 40-45 minuti, girandole a metà cottura, finché sono dorate e croccanti sulla superficie.
  7. Sfornale, lasciale riposare un paio di minuti e servile subito, ancora fumanti.

Consigli utili

  • Scegli patate a pasta gialla: hanno meno acqua e restano compatte, mentre quelle a pasta bianca tendono a sfaldarsi.
  • Non affollare la teglia: se i pezzi sono sovrapposti rilasciano vapore e invece di dorarsi si lessano.
  • Asciuga bene le patate dopo la precottura, perché l’umidità è nemica della croccantezza.
  • Se vuoi una crosticina ancora più decisa, scalda la teglia con un po’ d’olio nel forno prima di versarvi le patate.
  • Aggiungi il sale a fine cottura se usi quello grosso, per evitare che si sciolga e rilasci acqua.
  • Abbinamento: stanno benissimo con arrosti di carne, pesce al forno, salsicce o un uovo al tegamino.

Altre versioni

  • Con cipolle: unisci due cipolle rosse a spicchi, che in cottura diventano dolci e caramellate.
  • Con paprika: sostituisci il rosmarino con un cucchiaino di paprika dolce o affumicata per un sapore più deciso.
  • Con parmigiano: negli ultimi 10 minuti spolvera con formaggio grattugiato per ottenere una crosticina saporita.
  • Con limone e timo: condisci con scorza di limone e timo fresco per una nota profumata e leggera.
  • A spicchi con la buccia: lava bene le patate, tagliale a spicchi senza sbucciarle e cuocile direttamente, per una versione rustica.

Versione vegetariana

Le patate al forno nella ricetta base sono già adatte a chi segue un’alimentazione vegetariana, perché usano soltanto ingredienti di origine vegetale. Se vuoi renderle più ricche puoi aggiungere negli ultimi minuti un po’ di pecorino o di parmigiano grattugiato, ricordando che alcuni formaggi stagionati contengono caglio animale, quindi conviene scegliere quelli con caglio vegetale. Un altro modo per dare golosità al piatto è servirle con uno yogurt greco aromatizzato alle erbe.

Versione vegana

La ricetta base è anche perfetta come contorno vegano, poiché non prevede carne, uova né latticini: basta evitare i formaggi e controllare che il sale e le spezie siano semplici, senza additivi. Per dare più sapore puoi aggiungere a fine cottura un paio di cucchiai di lievito alimentare in scaglie, che ricorda il gusto del formaggio, oppure una salsina di yogurt di soia con limone ed erbe fresche. Anche la paprika affumicata dona carattere e sostituisce bene la nota sapida di salumi e formaggi.

Calorie per persona

Una porzione di patate al forno, preparata con le dosi indicate per quattro persone, apporta circa 290 kcal. Il valore è indicativo e dipende dal tipo di patate e dalla quantità di olio utilizzata: per una versione più leggera puoi ridurre l’olio a due cucchiai, scendendo a circa 200 kcal a porzione.

Risotto al radicchio

risotto con radicchio precoce di Treviso
Risotto al radicchio: ricetta originale veneta facile e cremosa

Un po’ di storia

Il risotto al radicchio nasce nelle campagne del Veneto, in particolare tra Treviso, Venezia e Padova, dove il riso si coltiva e si mangia da secoli. Il radicchio rosso di Treviso ha un sapore amarognolo che i contadini veneti imparavano ad ammorbidire con il fuoco lento, il vino e un po’ di grasso, trasformando una verdura d’inverno in un piatto ricco e confortante. La sua forma più nota, quella con le foglie allungate e il cuore bianco, si deve alla tecnica della forzatura, che si fa al buio e in acqua di risorgiva. Oggi questo risotto è un classico delle trattorie venete e una delle ricette più amate della cucina regionale italiana.

Ingredienti per 4 persone

  • 320 g di riso Carnaroli o Vialone Nano
  • 300 g di radicchio rosso di Treviso (va bene anche quello tondo di Chioggia)
  • 1 scalogno, oppure mezza cipolla bianca
  • 80 g di pancetta dolce a cubetti
  • 100 ml di vino rosso secco
  • 1 litro circa di brodo di carne caldo
  • 40 g di burro
  • 50 g di grana padano grattugiato
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • Sale e pepe nero macinato al momento

Come si prepara

  1. Pulisci il radicchio, eliminando le foglie rovinate, lavalo e asciugalo bene. Taglialo a strisce sottili, tenendo da parte una manciata di foglie crude per la decorazione finale.
  2. Trita finemente lo scalogno e fallo appassire in una casseruola larga con l’olio, a fuoco dolce, finché diventa trasparente senza prendere colore.
  3. Aggiungi la pancetta e lasciala rosolare per un paio di minuti, fino a quando rilascia il suo grasso.
  4. Unisci il radicchio, mescola e cuocilo per circa 5 minuti: deve afflosciarsi e perdere un po’ di volume. Sala leggermente.
  5. Versa il riso a pioggia e tostalo 2 minuti, mescolando, finché i chicchi diventano lucidi e quasi traslucidi.
  6. Sfuma con il vino rosso e lascia evaporare del tutto: il riso e il radicchio assumeranno un bel colore rosato.
  7. Porta avanti la cottura aggiungendo un mestolo di brodo caldo alla volta, aspettando che il precedente sia quasi assorbito. Mescola spesso per circa 16-18 minuti.
  8. Spegni il fuoco e manteca con il burro freddo e il grana, mescolando con energia. Copri e lascia riposare 2 minuti.
  9. Impiatta con il radicchio crudo messo da parte, una macinata di pepe e, se ti piace, qualche scaglia di grana.

Consigli utili

  • Per un gusto meno amaro, lascia il radicchio in acqua fredda per 15 minuti prima di tagliarlo; asciugalo però molto bene.
  • Il brodo deve essere sempre bollente, altrimenti la cottura si ferma a ogni aggiunta e il risotto perde cremosità.
  • Scegli un riso adatto al risotto: Carnaroli, Vialone Nano o Arborio tengono bene la cottura.
  • Il vino rosso deve essere buono e non troppo tannico: un Merlot o un Raboso veneto vanno benissimo.
  • La mantecatura va fatta fuori dal fuoco: è il segreto del risotto all’onda, morbido e brillante.
  • Abbinamento: un bicchiere dello stesso vino rosso usato in cottura, oppure un Prosecco secco per chi preferisce qualcosa di fresco.

Altre versioni

  • Con salsiccia: sostituisci la pancetta con 150 g di salsiccia sbriciolata e rosolata.
  • Con Radicchio e Gorgonzola: al posto del grana manteca con 80 g di gorgonzola dolce per un gusto più deciso.
  • Con noci: a fine cottura unisci una manciata di gherigli di noce tritati grossolanamente.
  • Con vino bianco: sfuma con vino bianco secco per un colore più chiaro e un sapore più delicato.
  • Con taleggio o Asiago: manteca con formaggi tipici del Nord per una versione ancora più cremosa.

Versione vegetariana

Per rendere questo risotto al radicchio vegetariano basta togliere la pancetta e usare un buon brodo di verdure al posto di quello di carne. Per compensare la sapidità e la nota affumicata che mancano, soffriggi lo scalogno con un po’ più di olio e, a fine cottura, aggiungi qualche noce tritata o un cucchiaio di grana in più. Burro e formaggio restano al loro posto, quindi la cremosità non cambia. Controlla che il grana che scegli sia adatto al tuo regime, perché alcuni formaggi stagionati usano caglio animale.

Versione vegana

Il risotto al radicchio vegano si prepara senza pancetta, burro e formaggio. Usa brodo vegetale e olio extravergine d’oliva sia per il soffritto sia per la mantecatura, aggiungendo l’olio a crudo a fuoco spento e mescolando con vigore. Per ritrovare il sapore sapido del grana puoi usare 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie, oppure una crema ottenuta frullando 40 g di anacardi ammollati con un po’ di brodo. Una manciata di noci tostate sopra il piatto darà croccantezza e un sapore ricco. Il vino rosso resta, ma verifica che sia adatto ai vegani, perché alcuni vini vengono chiarificati con sostanze di origine animale.

Riso e piselli o risi e bisi

risi e bisi primi piatti
Risi e bisi: la ricetta veneta con riso e piselli, cremosa e facile

Un po’ di storia

I risi e bisi sono uno dei simboli della cucina veneziana. Si racconta che, ai tempi della Serenissima, venissero portati in tavola al doge il 25 aprile, giorno di San Marco, patrono della città, quando arrivavano sui banchi dei mercati i primi piselli della stagione. Più che un vero risotto, è un piatto di mezzo: una minestra densa, da mangiare con il cucchiaio, dove il riso e i piselli si fondono in una crema profumata. Nei secoli è rimasto un piatto di primavera, semplice e legato all’orto, che molte famiglie venete preparano ancora oggi.

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g di riso Vialone Nano
  • 1 kg di piselli freschi in baccello (circa 350 g una volta sgranati)
  • 1 cipolla bianca piccola
  • 70 g di pancetta dolce, tagliata a dadini
  • 40 g di burro
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1,2 litri circa di brodo di carne o di verdure, caldo
  • 1 ciuffo di prezzemolo fresco
  • 60 g di grana padano grattugiato
  • Sale e pepe nero macinato al momento

Come si prepara

  1. Sgrana i piselli e metti da parte i baccelli più teneri: lavali bene e lessali per una decina di minuti nel brodo, così gli daranno più sapore. Poi scolali e tieni solo il liquido.
  2. Trita finemente la cipolla e il prezzemolo, conservando qualche foglia intera per il finale.
  3. In una pentola dal fondo spesso scalda l’olio con metà del burro e fai appassire la cipolla a fuoco basso, senza farla dorare.
  4. Unisci la pancetta e lasciala sciogliere piano per qualche minuto, mescolando di tanto in tanto.
  5. Versa i piselli con metà del prezzemolo, un pizzico di sale e un mestolo di brodo. Cuoci per 8-10 minuti, finché i piselli sono quasi teneri.
  6. Aggiungi il riso e mescola per un minuto, così si insaporisce con il condimento.
  7. Copri con il brodo caldo, quanto basta a superare il riso di un paio di dita, e cuoci a fuoco moderato per circa 15-16 minuti, mescolando ogni tanto e aggiungendo altro brodo quando serve. Il risultato deve essere morbido e all’onda, né asciutto né troppo brodoso.
  8. Togli dal fuoco, aggiungi il burro rimasto, il grana e il prezzemolo che avevi messo da parte. Mescola con vigore e lascia riposare un paio di minuti con il coperchio.
  9. Servi nei piatti fondi con una macinata di pepe e qualche foglia di prezzemolo.

Consigli utili

  • Il momento migliore per questo piatto è la primavera, quando i piselli sono freschi e dolci. Fuori stagione puoi usare quelli surgelati, che vanno aggiunti direttamente senza scongelarli e cuociono più in fretta.
  • Non buttare i baccelli: il brodo di cottura dà un gusto più verde e intenso al piatto.
  • Il Vialone Nano è la scelta classica perché assorbe bene il liquido e resta cremoso. In alternativa va bene il Carnaroli.
  • Tieni il brodo sempre caldo accanto ai fornelli, così la cottura non si interrompe a ogni aggiunta.
  • Se il piatto si asciuga troppo mentre riposa, allungalo con un mestolino di brodo: deve restare morbido.
  • Abbinamento: un Prosecco secco o un bianco veneto leggero, come il Soave, accompagnano bene la dolcezza dei piselli.

Altre versioni

  • Con prosciutto crudo: al posto della pancetta usa 60 g di prosciutto crudo a dadini, oppure un osso di prosciutto da cuocere nel brodo.
  • Con cipollotto: sostituisci la cipolla con due cipollotti freschi per un gusto più delicato e primaverile.
  • Con menta: a fine cottura aggiungi qualche foglia di menta tritata al posto di parte del prezzemolo.
  • Con vino bianco: dopo aver tostato il riso sfuma con un mezzo bicchiere di vino bianco secco e lascialo evaporare.
  • Più liquida: aumenta il brodo di 300 ml per ottenere una vera minestra, come si usava un tempo nelle case venete.

Versione vegetariana

Per preparare dei risi e bisi vegetariani basta eliminare la pancetta e usare un brodo di verdure, ancora meglio se arricchito con i baccelli dei piselli. Soffriggi la cipolla con un po’ più di olio e burro, così il piatto mantiene la sua rotondità. Burro e grana restano nella ricetta, quindi la cremosità non cambia. Se segui un regime vegetariano rigoroso, controlla che il grana sia adatto, perché molti formaggi stagionati contengono caglio animale.

Versione vegana

I risi e bisi vegani si fanno senza pancetta, burro e formaggio. Usa brodo vegetale e olio extravergine d’oliva sia per il soffritto sia per la mantecatura, aggiungendo un filo d’olio a crudo a fuoco spento e mescolando con energia. Per ricreare il sapore del grana puoi unire 2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie, oppure una crema ottenuta frullando 30 g di mandorle pelate con un mestolo di brodo. Per un tocco affumicato, una punta di paprika dolce o qualche scaglia di tofu affumicato rosolata a parte. Se aggiungi del vino, verifica che sia adatto ai vegani.

Falafel

baccalà dissalato al forno
Falafel: ricetta originale croccante fuori e morbida dentro

Un po’ di storia

I falafel sono le crocchette di legumi più celebri della cucina mediorientale. Le origini esatte sono discusse: c’è chi le fa risalire all’Egitto, dove si preparano con le fave e si chiamano ta’amiya, e chi le colloca nel Levante, tra Libano, Siria, Palestina e Israele, dove la versione con i ceci è diventata la più diffusa. Nati come cibo povero, economico e ricco di proteine, sono stati a lungo un piatto di strada, venduto caldo e racchiuso in un pane piatto con verdure e salse. Con il tempo hanno conquistato tutto il mondo e oggi sono uno dei simboli dello street food e della cucina vegetale.

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g di ceci secchi, lasciati in ammollo in acqua fredda per 12 ore (non vanno cotti e non vanno usati quelli in scatola)
  • 1 cipolla piccola, oppure 3 cipollotti
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco
  • 1 mazzetto di coriandolo fresco (se non ti piace, raddoppia il prezzemolo)
  • 2 cucchiaini di cumino in polvere
  • 1 cucchiaino di coriandolo in polvere
  • 2 cucchiai di farina di ceci
  • 1 cucchiaino di lievito istantaneo per salati o di bicarbonato
  • 1 cucchiaino di sale e un po’ di pepe nero
  • Olio di semi di arachide per friggere
  • Per accompagnare: salsa allo yogurt o tahina, pomodori, cetrioli, pane pita

Come si prepara

  1. Scola i ceci dopo l’ammollo e asciugali bene con un canovaccio pulito: più sono asciutti, più l’impasto resterà compatto.
  2. Sbuccia cipolla e aglio e tagliali a pezzi. Lava le erbe aromatiche, asciugale e staccane le foglie, eliminando i gambi più duri.
  3. Frulla tutto nel mixer a impulsi, insieme ai ceci crudi, fino a ottenere un composto grossolano, simile a sabbia umida. Non deve diventare una crema liscia.
  4. Trasferisci l’impasto in una ciotola, unisci le spezie, il sale, il pepe, la farina di ceci e il lievito. Mescola con le mani finché è omogeneo.
  5. Lascia riposare in frigorifero per 30 minuti, coperto: l’impasto si rassoda e i sapori si fondono.
  6. Con le mani leggermente umide forma delle palline grandi come una noce, oppure dei piccoli dischi, schiacciandoli bene tra i palmi.
  7. Scalda abbondante olio in una pentola alta, fino a circa 170-175 °C. Se non hai il termometro, un pezzetto di impasto deve friggere subito, senza bruciarsi.
  8. Friggi pochi falafel alla volta per 3-4 minuti, girandoli, finché sono ben dorati. Scolali su carta assorbente e sala appena.
  9. Servi caldi, nel pane pita con verdure fresche e salsa, oppure in un piatto con hummus e insalata.

Consigli utili

  • Usa solo ceci secchi ammollati: quelli già cotti o in scatola rendono l’impasto troppo morbido e i falafel si sfanno in cottura.
  • Prima di friggere tutti i falafel, prova a cuocerne uno: se si rompe, aggiungi un cucchiaio di farina di ceci all’impasto.
  • Mantieni l’olio a temperatura costante: troppo freddo assorbe il grasso, troppo caldo brucia l’esterno e lascia crudo l’interno.
  • Non riempire la pentola, altrimenti la temperatura scende e i falafel diventano unti.
  • Si possono preparare con un giorno di anticipo: tieni l’impasto in frigorifero e friggi al momento.
  • Puoi anche congelare le palline crude e friggerle ancora congelate, aggiungendo un minuto di cottura.
  • Abbinamento: un tè alla menta, una limonata fresca o una birra chiara leggera.

Altre versioni

  • Al forno: disponi le palline su una teglia con carta forno, spennellale con olio e cuocile a 200 °C per 25 minuti, girandole a metà cottura. Saranno più leggere, ma meno croccanti.
  • Con le fave: sostituisci i ceci con fave secche decorticate, come nella ricetta egiziana tradizionale, per un impasto più verde e delicato.
  • Con la frittura ad aria: cuoci in friggitrice ad aria a 190 °C per circa 12 minuti, dopo aver spruzzato un filo d’olio.
  • Con le spezie piccanti: aggiungi peperoncino fresco tritato o un pizzico di paprika affumicata all’impasto.
  • Con semi di sesamo: passa le palline nel sesamo prima di cuocerle per una crosticina più profumata.
  • Con barbabietola o spinaci: unisci al composto verdure frullate per colori vivaci e un sapore diverso.

Versione vegetariana

I falafel sono per tradizione un piatto vegetariano: la ricetta base non contiene carne, pesce né derivati animali, quindi non serve cambiare nulla. Per un pasto completo puoi servirli con una salsa allo yogurt greco, aromatizzata con limone, aglio e menta, oppure con del formaggio feta sbriciolato nel pane pita. Se compri il pane già pronto, controlla l’etichetta, perché alcuni tipi contengono strutto o latte.

Versione vegana

La ricetta dei falafel vegani è identica a quella base, perché non usa uova né latticini: i ceci e la farina di ceci tengono insieme l’impasto. Per accompagnarli senza prodotti animali scegli l’hummus, la salsa tahina (pasta di sesamo, limone, aglio e acqua) oppure uno yogurt di soia o di cocco, con un po’ di succo di limone e menta. Anche il pane pita è di solito vegano, ma verifica sempre gli ingredienti. Usa olio di semi per friggere e controlla che il lievito non contenga additivi di origine animale.

Salmone al forno

salmone-affumicato
Salmone al forno: ricetta facile, morbido e saporito al limone

Un po’ di storia

Cuocere il salmone vicino al fuoco è un’usanza antichissima: le popolazioni native del Nord America lo fissavano a tavole di cedro e lo lasciavano arrostire lentamente accanto alle braci, ottenendo un pesce profumato di legno e di fumo. In Europa il salmone è rimasto a lungo un alimento per le grandi occasioni, finché l’allevamento moderno, sviluppato soprattutto nei paesi nordici a partire dal Novecento, lo ha reso disponibile tutto l’anno. Nelle cucine italiane è arrivato come ingrediente d’eccezione e oggi il salmone al forno è un secondo semplice, leggero e adatto sia al pranzo di tutti i giorni sia alla tavola delle feste.

Ingredienti per 4 persone

  • 4 tranci di salmone fresco con la pelle, circa 180 g ciascuno
  • 2 limoni non trattati
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco
  • 4 rametti di timo (o un cucchiaino di timo secco)
  • 50 ml di vino bianco secco
  • 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • Sale fino e pepe nero macinato al momento

Come si prepara

  1. Accendi il forno a 190 °C in modalità statica. Intanto tampona i tranci con carta da cucina e controlla con le dita che non siano rimaste lische, togliendole con una pinzetta.
  2. Trita finemente l’aglio e il prezzemolo, poi mescolali in una ciotolina con le foglioline di timo, la scorza grattugiata di un limone e metà dell’olio.
  3. Fodera una teglia con carta da forno e disponi i tranci con la pelle rivolta verso il basso, ben distanziati tra loro.
  4. Condisci ogni trancio con un pizzico di sale e di pepe, poi spalma sopra il composto di erbe in modo uniforme.
  5. Taglia il secondo limone a fettine sottili e appoggiane due o tre su ciascun pezzo di pesce.
  6. Versa il vino bianco sul fondo della teglia, senza bagnare il pesce, e completa con il resto dell’olio a filo.
  7. Inforna al centro per 15-18 minuti, in base allo spessore: il salmone è pronto quando la polpa si sfalda facilmente con la forchetta ma resta lucida e rosata all’interno.
  8. Sforna, lascia riposare un paio di minuti e servi con il fondo di cottura raccolto dalla teglia e uno spicchio di limone fresco.

Consigli utili

  • Scegli tranci spessi e di dimensione simile, così cuociono tutti nello stesso tempo e restano morbidi.
  • Togli il pesce dal frigorifero una ventina di minuti prima di infornarlo: la cottura sarà più uniforme.
  • Non allungare troppo il tempo: un salmone troppo cotto diventa asciutto e perde il suo sapore delicato.
  • Se ti piace la pelle croccante, passa la teglia sotto il grill per gli ultimi due minuti.
  • Accompagnalo con patate al forno, asparagi, zucchine grigliate o un’insalata di finocchi e arance.
  • Abbinamento: un bianco secco e profumato, come un Soave o un Pinot grigio, oppure un Prosecco brut.

Altre versioni

  • Al cartoccio: chiudi ogni trancio in un foglio di carta da forno con erbe e limone; il pesce cuoce nel suo vapore e resta ancora più tenero.
  • In crosta di pistacchi: copri la superficie con pistacchi tritati mescolati a un po’ di pangrattato e olio.
  • Con senape e miele: spennella i tranci con un composto di senape in grani, miele e succo di limone per una glassa dolce e piccante.
  • Con patate e pomodorini: cuoci insieme al pesce patate a fettine sottili e pomodorini tagliati a metà, per un piatto unico.
  • Alla soia e zenzero: marina il salmone per mezz’ora con salsa di soia, zenzero fresco grattugiato e un goccio di olio di sesamo.

Versione vegetariana

Il salmone è un pesce, quindi per una versione vegetariana del salmone al forno bisogna sostituirlo con un ingrediente di origine vegetale o con uova e latticini. Una buona alternativa sono grosse fette di zucca, melanzana o cavolfiore tagliate a “bistecca”, condite con lo stesso trito di erbe, limone e olio e cotte alla stessa temperatura per 25-30 minuti, finché risultano dorate e morbide. Per un piatto più ricco puoi completare con scaglie di pecorino o una cucchiaiata di yogurt greco aromatizzato al limone.

Versione vegana

Per un salmone al forno vegano puoi usare il tofu naturale a tranci spessi, ben pressato e asciugato, oppure carote grandi cotte intere. Marinali per almeno un’ora con olio, succo di limone, un cucchiaio di salsa di soia, un po’ di paprika dolce e qualche pezzetto di alga nori sbriciolata, che regala un lieve sapore di mare. Cuoci a 190 °C per circa 25 minuti, girando a metà cottura, e servi con erbe fresche e fettine di limone. Il vino bianco si può sostituire con brodo vegetale; se lo mantieni, verifica che sia adatto ai vegani.

Calorie per persona

Una porzione di salmone al forno contiene circa 470 kcal, calcolate su un trancio da 180 g e un cucchiaio di olio a testa. Il valore è indicativo e cambia in base al taglio del pesce e alla quantità di condimento: le versioni vegetariana e vegana sono più leggere, tra circa 200 e 300 kcal a porzione.

Spaghetti alla carbonara

pasta aglio olio mollica e peperoncino
Spaghetti alla carbonara: ricetta originale romana

Spaghetti alla carbonara

Il primo piatto romano più famoso: pochi ingredienti, nessuna panna e una crema fatta solo con uova e formaggio.

Un po’ di storia

L’origine della carbonara non è certa. Il nome richiama i “carbonari”, cioè chi lavorava il carbone, ma non esistono prove sicure di questo legame. Un’ipotesi molto citata la collega agli anni successivi alla Seconda guerra mondiale, quando a Roma circolavano uova e pancetta portate dalle truppe alleate e i cuochi li unirono alla pasta. Un’altra la vede come evoluzione di antichi piatti pastorali del Lazio e dell’Appennino, a base di formaggio, uova e carne di maiale stagionata. Le prime ricette scritte compaiono a metà del Novecento.

Ingredienti (4 persone)

  • 360 g di spaghetti
  • 150 g di guanciale
  • 4 tuorli + 1 uovo intero
  • 60 g di pecorino romano grattugiato
  • Pepe nero macinato al momento
  • Sale grosso per l’acqua di cottura

Procedimento

  1. Taglia il guanciale a listarelle e rosolalo a fuoco dolce in una padella larga, senza aggiungere grassi, finché diventa dorato e croccante fuori e morbido dentro. Spegni e lascia nella padella.
  2. In una ciotola mescola i tuorli e l’uovo intero con il pecorino e una generosa macinata di pepe, fino a ottenere una crema densa.
  3. Cuoci gli spaghetti in abbondante acqua salata, tenendo poco sale perché guanciale e pecorino sono già saporiti. Scolali al dente e conserva una tazza di acqua di cottura.
  4. Trasferisci la pasta nella padella con il guanciale, mescola un minuto a fuoco spento in modo che prenda il grasso.
  5. Aggiungi la crema di uova fuori dal fuoco, versando poco per volta un cucchiaio di acqua di cottura e mescolando con energia, finché la salsa diventa liscia e avvolgente.
  6. Servi subito, con altro pepe e una spolverata di pecorino.

Consigli

  • Metti le uova a temperatura ambiente: si amalgamano meglio e si rapprendono meno.
  • Aggiungi la crema sempre a fuoco spento. Se la padella è troppo calda, le uova cuociono e diventano una frittata sbriciolata.
  • Se la salsa è troppo densa, scioglila con un poco di acqua di cottura calda, un cucchiaio alla volta.
  • Il guanciale dà un sapore più rotondo della pancetta, che resta comunque un’alternativa valida.
  • Porta in tavola il piatto appena pronto: la carbonara si asciuga rapidamente.

Altre versioni

  • Con pancetta: più facile da trovare, sapore più affumicato e meno grasso.
  • Con parmigiano e pecorino: metà e metà per una crema più dolce e meno piccante.
  • Con rigatoni o mezze maniche: la salsa si raccoglie dentro la pasta corta.
  • Con aglio o cipolla: non fa parte della ricetta tradizionale romana, ma molti la preparano così.

Versione vegetariana e vegana

Vegetariana: sostituisci il guanciale con zucchine a dadini rosolate in olio fino a colorirsi, oppure con funghi champignon saltati in padella. Mantieni uova, pecorino (o parmigiano) e pepe, e prepara tutto come nella ricetta classica.

Vegana: frulla tofu al naturale morbido con lievito alimentare in scaglie, un pizzico di curcuma per il colore, olio d’oliva, sale nero (kala namak) per il sentore di uovo, e un po’ di acqua di cottura. Condisci gli spaghetti con questa crema, aggiungi tofu affumicato o funghi rosolati al posto del guanciale e abbonda con il pepe.